Laboratorio dell'MCE gruppo di Firenze (Salvatore Maugeri, Bruna Campolmi, etc.. ) a cura di Lanfranco Genito della Bottega della Comunicazione e della Didattica dell'ITI "A. Righi e VIII" di Napoli, svolto il 5 dicembre 2009 a Scuola Città Pestalozzi, Firenze. Assistiamo, spesso in modo inerte, alla crisi di una Scuola oscillante tra tradizione ed innovazione, tra sperimentazione ed adattamento, che non riesce, comunque, a trovare una strada realmente ....

 ... che non riesce, comunque, a trovare una strada realmente innovativa, eccezion fatta per alcune, sporadiche e slegate esperienze pedagogico-didattiche che utilizzano il cooperative learning, i diversi stili di apprendimento, le mappe concettuali, Internet e le ICT in senso lato. Le risposte che giungono dall’alto tendono ad attuare nella scuola una modernizzazione per lo più di facciata: non basta solo l’uso di attrezzature sempre più moderne e sofisticate per modificare realmente il rapporto pedagogico e pervenire ad una scuola di qualità.Il laboratorio, secondo la tradizione MCE, vuole essere “pratica di formazione per adulti che attraverso il fare e il fare insieme promuove riflessione e apprendimento”. Si è quindi svolto, pertanto, un viaggio nel disagio scolastico degli alunni, delle famiglie e degli operatori scolastici a tutti i livelli, partendo dalle esperienze e dal vissuto dei singoli partecipanti, tenedo conto degli avvenimenti di cui siamo a conoscenza e anche da quelli lontani da noi. Si è privilegiato il confronto collettivo e la sperimentazione sul campo, partendo da:                                                        

- la pedagogia attiva e democratica (Freinet, Don Milani, Rodari, il Sistema dei Laboratori di De Bartolomeis…),                                                                                                                                     -  il recente sviluppo di ricerche e studi in campo psicologico e pedagogico (la teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner, il costruttivismo sociale e l’apprendimento significativo di Novak, le mappe concettuali per “creare e usare la conoscenza”, la “pèdagogie diffèrencièe”),                                                           -  le ICT e l’evoluzione della tecnologia.                                                                                            La finalità è stata quella di effettuare un percorso, anche se breve, per permettere di cogliere  le opportunità di una didattica laboratoriale e collaborativa, che va oltre la modalità trasmissiva della conoscenza. Una didattica che, insieme all’uso delle nuove tecnologie (ICT), consente il passaggio dall’esclusione all’inclusione, il recupero scolastico” e l’inserimento pieno nella scuola di “cittadini sovrani” . Hanno partecipato in 22 tra insegnanti e studenti universitari di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze in tirocinio.    

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 11 Dicembre 2009 21:44 )